Michi Black Dart

Anima e inchiostro di un Professional Tattooer milanese


Michele Cuseo, in arte Michi Black Dart, è un giovane tatuatore professionista di altissimo

livello, tra i migliori che si possano incontrare nella capitale meneghina, scelto dal Team di milanish.it con grandissimo entusiasmo, e il motivo è molto semplice: è impossibile non rimanere meravigliati dai suoi disegni.

Michele ci ha mostrato i suoi sketch. È il sentimento a muovere la matita, afferma Michele, mostrando i suoi soggetti preferiti: animali, donne e soggetti legati al mare. Ma partiamo dall’inizio.


Michele, hai un talento straordinario e sei stato scelto tra tantissimi altri tatuatori per condurre questa intervista. Ci racconti come è cominciato questo tuo percorso?

Vorrei prima di tutto ringraziarvi di cuore, perché per un artista è sempre gratificante sapere che il proprio lavoro è apprezzato dalle persone. In verità, non avrei mai e poi mai pensato che avrei fatto il tatuatore, nella mia vita. Tempo fa, quando ero più giovane, giocavo a calcio, ad alti livelli. Allo stesso tempo, però, ho sempre amato disegnare. Ero anche molto interessato al mondo del Graffitismo, in cui mi dilettavo con particolare enfasi. Ricordo che disegnavo spesso anche sui cappellini dei ragazzini più piccoli, gratuitamente. Mi piaceva e mi divertiva molto. Poi, un giorno, grazie a un mio amico che mi ha dato la spinta iniziale e che mi ha fatto capire questa enorme passione, ho deciso di diventare un tatuatore a livello legale e ho frequentato la Milano Tattoo School, gestita dal proprietario di Officina Tattoo Milano, Dimitri. Imparavo molto velocemente. La velocità è sempre stata una costante nella mia vita.


Che cosa vuoi dire?

Sono sempre stato incredibilmente precoce. Nelle mie esperienze di vita, con le donne, nell’apprendimento. Ero il più veloce nella mia squadra di calcio e, nonostante stessi ancora imparando, ero molto più veloce a tatuare di molti altri ragazzi e ragazze che tatuavano da molto prima di me. Dimitri ha notato queste mie peculiarità e mi ha chiesto subito di lavorare nel suo Studio. Poi, per una serie di motivazioni, ho capito che volevo perfezionarmi, girare varie città, fare nuove esperienze e così l’ho fatto.


Dove stai lavorando, al momento?

Attualmente lavoro al River Side Klan Tattoo, in Viale Monza a Milano, proprio da quel mio amico di cui ti parlavo poco fa, che mi ha fatto cominciare questo percorso. Il progetto mi piaceva, lui è un carissimo amico e quindi mi è sembrato un ottimo compromesso darci una mano a vicenda.


Michele, ci spieghi che cosa significa per te il tuo nome d’arte, Michi Black Dart?

Ma certo! Come dicevo prima, la velocità ha sempre caratterizzato la mia persona. Michi arriva dal mio nome, Michele; Black, ossia nero, come l’inchiostro e infine Dart, che ha un doppio significato: dart significa dardo, per l’appunto, che potrebbe rifarsi a una sorta di freccia o di fulmine. In più, la parola Dart contiene la parola Art, ovvero arte.


Tutto studiato nei minimi dettagli, insomma. Nulla pare essere lasciato al caso.

Ed è esattamente così, anche e soprattutto nei miei disegni. C’è tantissimo di me.


Vuoi farci degli esempi? Io sono un eterno romantico, perennemente tormentato da qualcosa di triste o sconveniente. Sono molto ansioso, immensamente sensibile, ma questo mi consente di esprimere a pieno la mia arte. Metto tutto me stesso, tutto ciò che sento nei miei disegni.


Quali sono i tuoi soggetti preferiti? Per tutti i miei disegni, ho uno stile ben definito, che all’occhio risulta essere una serie di linee più spesse e più sottili che si intrecciano tra loro, creando un effetto che a me personalmente piace moltissimo. Molto ordinato e dinamico. Adoro rappresentare gli animali. Ho un fortissimo imprinting con tutti gli animali, anche quelli che normalmente susciterebbero paura o fobie anche su di me, ma che tento di farmi passare disegnandoli, perché voglio trarre il meglio da ogni cosa. Ho fatto molti disegni di volpi, squali, orsi, cani, leoni, tigri e altri. Mi ritrovo a tatuare molto spesso anche le rose, eleganti e pungenti, come le donne. Le donne sono il mio soggetto preferito in assoluto.


Come mai? Io amo le donne, tutte le donne. Sono creature che ammiro e rispetto tantissimo. Sono bellissime, più furbe, più intelligenti, più audaci e coraggiose. Amo rappresentarle ispirandomi alle mie Muse.


Chi sono le tue Muse? Principalmente tre ragazze che ho conosciuto negli anni e che hanno significato moltissimo per me. Tendenzialmente, mi attraggono molto le ragazze con gli zigomi ben pronunciati, gli occhi non troppo grandi, con un mento ben definito. Mi piace rappresentarle senza pupilla, perché desidero che le donne ritratte da me abbiano più di uno sguardo. Vorrei che chi le guardasse possa pensare “ Sta guardando me” oppure

“Sta guardando in alto o in basso.” Senza pupilla, quella stessa donna può essere interpretata come malinconica, gioiosa, arrabbiata, sensuale, incattivita o ferita. In più, mi ispiro anche alle statue greche. Sono perfette. Mi piace molto aggiungere i serpenti alle figure femminili, perché le donne, insieme al loro immenso carisma, hanno anche un cuore velenoso. È per questo motivo che amo ritrarre anche le sirene, come ideologia di Femme Fatale. Io stesso ne ho una tatuata sul polpaccio, con un enorme pugnale affianco e un ferro di cavallo, come simbolo di buon auspicio. Il messaggio penso sia chiaro: “Stai attento alle donne!” Con il loro potere, con il loro fascino, possono convincerti a fare qualsiasi cosa. Ti attraggono verso di loro, con il loro canto. E poi, molto spesso, ti pugnalano il cuore. Prima ti fanno innamorare e poi ti uccidono.


C’è altro che ti piace disegnare?

Mi piacciono tutti i soggetti legati al mare, non sono le sirene, come per esempio i velieri, gli squali, le ancore, le onde del mare.


I tatuaggi che hai addosso hanno tutti un significato? Fondamentalmente sono un esteta, quindi mi piaceva semplicemente il soggetto o il significato generale di quell’elemento, senza ricordarmi necessariamente un fatto specifico nella mia vita.


C’è qualcosa che vorresti tatuare, ma che non hai mai tatuato? Sì. Un cigno nero. E’ difficile che qualcuno si faccia tatuare un cigno, specialmente tra il pubblico maschile.

Hai progetti, per il futuro?

Mi piacerebbe creare una linea di abbigliamento con i miei disegni, un giorno. Ma soprattutto, spero di continuare a fare strada e di realizzare sempre ciò che mi rende felice. Vorrei prendermi cura di mia madre, a cui sono molto legato e a cui devo tutto ciò che sono.



È stata una chiacchierata interessante, quella con Michele Cuseo - Michi Black Dart, che ci ha fatto capire che dietro a un grande tatuatore, c’è prima di tutto un grande artista e una grande persona, con il suo percorso di vita. Da quando esiste l’uomo, la pelle conserva le tracce della storia individuale. Anima e inchiostro si fondono in un per sempre, in un segreto silenzioso indossato sulla pelle: il confine tra il mondo esterno e quello interno, tra l’ambiente e noi stessi.

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